LA CRONACA DI PIACENZA, 7 Novembre
2003
Babele Arte Gallery
Via Roma, 228
Personale Leonardo Martinazzi
Orari dal Martedi al Sabato dalle 16 alle 18
LIBERTA', 6 Novembre 2003
di Fabio Bianchi
Il pittore bresciano ed i suoi “Inquieti scenari”
in mostra alla Babele arte gallery
“Babele arte gallery”, nuovo sito espositivo
da poco inaugurato a Piacenza per l'intraprendenza
di Stefano Torre, con “Inquieti scenari”,
personale del pittore bresciano Leonardo Martinazzi
(n. 1939), prosegue nell'ambizioso programma culturale
che dalla pura virtualità - “Babelearte”,
dal 2000 portale internettiano a cui aderirono artisti
anche internazionali - tenta, attraverso collaudati
canali, un rigenerante contatto con pubblico e critica.
Martinazzi è artista indubbiamente complesso,
con opere difficili da comprendere ed interpretare
perché appartenenza e crescita nell'area informale
ne hanno condizionato approccio e concezione. Le sue
opere - gran parte decolorage e pastelli su carta
- denotano una poetica a tratti tenera e suggestiva,
a tratti criptica e misteriosa, sorta di splendida
esplorazione, di sublime viaggio nelle profondità
della mente, nelle pieghe di una personalità
multiforme e sfaccettata che, rifiutando compromessi
figurativi, privilegia gestualità ed immediatezza
espressiva.
Nella sua pittura, intrisa di vago malessere metafisico
e spesso immersa in tonalità scure ed indecifrabili,
l'artista lancia sguardi forse corrucciati, indaga
con fare incerto ma anche, purtroppo, realistico,
quando non crudele, nell'immaginario contemporaneo.
Con franchezza ed autorevolezza non si impone nessun
limite, la sua azione è inarrestabile escalation,
irrefrenabile energia. Perché questa travolgente
vitalità? Ogni artista deve continuamente proporre
e proporsi, trasmettere forti sensazioni, tradurre
pulsioni interiori e Martinazzi, in un crescendo drammatico,
si adegua al ritmo frenetico e convulso della nostra
vita, alle nuove dimensioni di globalità e
totalità. Riesce, ineffabilmente, a penetrare
e rappresentare non solo il proprio inconscio ma,
parallelamente, con empito e veemenza, anche quello
collettivo. Ecco, allora, apparire barlumi, ombre,
strane dissolvenze, stratificazioni e sovrapposizioni
di colori ad indicare quel gran coacervo che è
la nostra realtà che nessuno potrà mai
comprendere con chiarezza e metodo sicuro.
Per Martinazzi la società ha perso qualsiasi
forma intelligibile, ordine o gerarchia che sia, sussistendo,
tragico e penoso, un gran magma di oggetti ed avvenimenti
che solo qualche coraggioso artista tenta di illuminare,
dove possibile visualizzare per individuarne naturalezza,
congruenza ed essenzialità. Una mostra coraggiosa,
dunque, per il secondo appuntamento della neonata
galleria, un artista che - pensoso e sinceramente
preoccupato per la crisi dell'attuale modello di vita
- tenta con allusioni e metafore di raffigurare inquietudini
ed ansie dell'uomo moderno, quasi fossero incoraggiamenti,
viatici, sostegni per alleviarne dolore e solitudine.
Infine, prossima iniziativa - collettiva di Simona
Manieri, Tina Saletnich, Gary Bastoky ed Angiola Falconi
- il 2 dicembre con inaugurazione alle ore 18.
Inquieti scenari Personale dal 1997 al 2002 di Leonardo
Martinazzi. Babele arte gallery, via Roma n. 228,
Piacenza. Fino ad 8 novembre. Orari: tutti i giorni
da martedì a sabato ore 16-19; chiuso domenica
e lunedì. Per informazioni ed appuntamenti:
0523/323543, www.babelearte.it.
CORRIERE PADANO
di Elena Gavazzi
Le opere su carta di Martinazzi esposte a Babele Arte
Inquieti scenari di Elena Gavazzi
Il panorama dell'arte attuale propone tecniche atte
a mostrare l'incanto di forme che attraggono la nostra
attenzione perchè parlano di soggetti impossibili
da riconoscere: Leonardo Martinazzi presenta opere
su carta realizzate in modo originale con "decolorage
più pastelli".
Egli ama avventurarsi in un processo avvincente per
l'elaborazione e per l'impianto grafico indicato dalla
spazialità in cui viene inserita l'immagine.
Una successione di segni incalza sulla carta, appaiono
pennellate rigenerate da una cromia austera e moderata
capace di catturare l'invisibile.
Ogni opera ha il suo percorso autonomo; queste forme
custodiscono pensieri, idee proiettando il fruitore
verso un mondo infinito di interpretazioni.
L'autore abbandona la fedeltà al vero per intraprendere
una strada che si basa su contrasti tonali, tocchi
di colore, atmosfere inbevute di significati anche
inquietanti. I toni filtrano una luce penetrante o
trasparente che dona al dipinto un dinamismo luministico.
La pittura di Martinazzi riflette un dettato interiore
che sorge dalla visione soggettiva di un pittore legato
alla sofferenza dell'esistenza.
Una ricerca che rivela l'essenza di una rappresentazione
mentale non cosiderata a lungo ma elaborata durante
la creazione del dipinto.
La comprensione delle opere ha bisogno di un approfondimento
per intuire le sensazioni che si possono nascondere
sotto le modulazioni cromatiche.
Ben dosato è il gioco del chiaroscuro smorzato
dal ritmo armonico che sorregge la composizione dove
domina una ricchezza espressiva equilibrata.
La caratteristica di questo pittore è una validità
che coinvolge sia la materia sia il gesto conquistando
emozioni remote scandite da una realtà inconscia.
Martinazzi ha anali9zzato sè stesso, le cause
del suo lavoro artistico appurando le origini emotive
di un percorso costituito da passaggi di impressioni.
Il pittore si relaziona con i tumulti della psiche
umana facendo risaltare l'organicità della
materia.
L'uomo è presente in queste opere anche senza
comparire in senso visibile: è l'individuo
con la sua fantasia il motore di tutto il cammino
creativo.
La mostra si può visitare alla galleria Babele
Arte tutti i giorni (escluso lunedì e domenica)
dalle 16.00 alle 19.00 fino al 15 dicembre.
La mostra è stata segnalata su:
www.stefanotorre.it
www.teknemedia.net
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